PUN e PSV in bolletta: perché i valori cambiano e come confrontarli

PUN e PSV in bolletta possono essere diversi dai valori trovati online senza che uno dei due sia necessariamente sbagliato. Un dato può riferirsi a un singolo giorno, un altro alla media del mese; uno può essere espresso in €/MWh, l’altro in €/kWh o €/Smc; il contratto può inoltre aggiungere spread, perdite di rete o altre componenti.
La regola pratica è semplice: prima di confrontare due numeri bisogna verificare indice, periodo, unità di misura e formula dell’offerta. Il valore che conta per controllare la fattura è quello previsto dalle condizioni economiche e applicato ai consumi del periodo.
Aggiornato il 14 settembre 2026. I valori di mercato cambiano nel tempo; questa guida spiega il metodo di lettura e non riporta quotazioni in tempo reale.
In breve
- PUN Index GME è il riferimento del mercato elettrico italiano calcolato dal GME sul Mercato del Giorno Prima.
- PSV identifica il riferimento del mercato all’ingrosso del gas, ma il valore applicato dipende dalla definizione scritta nel contratto.
- Il prezzo di un’offerta indicizzata è, in forma semplificata, indice del periodo + spread, a cui può aggiungersi una quota fissa.
- Il Box dell’offerta in bolletta indica formula, indice, periodicità e valori applicati nel periodo di fatturazione.
Cosa sono PUN e PSV in bolletta
Il PUN Index GME e il PSV sono riferimenti del mercato all’ingrosso, non il prezzo finale della bolletta. Nelle offerte variabili possono entrare nella formula della componente di vendita dell’energia elettrica o del gas. Non comprendono automaticamente rete, oneri, imposte, quota fissa e ogni altra voce prevista dal contratto.
PUN Index GME per la luce
Il PUN Index GME è il prezzo di riferimento dell’energia elettrica scambiata sul Mercato del Giorno Prima, calcolato dal Gestore dei Mercati Energetici. Dal 1° gennaio 2025 mantiene questa denominazione ed è calcolato come media dei prezzi zonali ponderata per le quantità acquistate secondo le regole indicate dal GME.
Quando si cerca “PUN oggi” si trova spesso un valore del giorno o una sintesi dei prezzi riferiti ai diversi intervalli della giornata. Un’offerta domestica, però, può usare una media mensile, valori per fascia o un altro criterio descritto nelle condizioni economiche. Per approfondire il collegamento tra mercato e fattura, è utile anche la guida MET su come il prezzo del gas può influire sulla bolletta della luce.
PSV per il gas
Il PSV, Punto di Scambio Virtuale, è il principale riferimento italiano per gli scambi di gas. L’espressione “PSV oggi” può indicare una quotazione spot day-ahead, mentre il PSV medio mensile deriva da più rilevazioni giornaliere. Il metodo esatto può prevedere una specifica fonte, la media tra quotazioni bid e offer e una conversione da €/MWh a €/Smc.
Non esiste quindi un unico numero chiamato “PSV” valido per ogni offerta. Fa fede la definizione contrattuale: fonte del dato, periodicità, metodo di media, conversione e periodo di competenza.
Perché quattro numeri possono essere tutti corretti
Quattro valori diversi possono misurare quattro oggetti diversi. La tabella aiuta a identificare il perimetro prima di decidere se esiste davvero una discrepanza.
| Valore | Che cosa misura | Quando è confrontabile con la bolletta | Controllo necessario |
|---|---|---|---|
| PUN Index GME | Prezzo di riferimento del mercato elettrico sul MGP, pubblicato dal GME. | Se il contratto richiama lo stesso indice, lo stesso periodo e lo stesso criterio di media. | Giorno o mese, fascia, €/MWh o €/kWh, eventuali perdite. |
| Indicatore composito | Sintesi elaborata da un sito, un’app o un operatore: può combinare medie, ultimi dati o altre componenti. | Solo se metodologia e componenti coincidono con la formula dell’offerta. | Fonte, timestamp, formula e natura consuntiva o previsionale. Il nome non è uno standard univoco GME/ARERA. |
| PSV spot | Valutazione riferita a una specifica giornata o consegna, spesso day-ahead. | Con offerte che usano quel preciso riferimento giornaliero e la relativa fonte. | Data di consegna, bid/offer, fonte e unità. |
| PSV medio o contrattuale | Media del periodo calcolata secondo le regole dell’offerta e, se previsto, convertita in €/Smc. | È il confronto più pertinente quando la bolletta applica la stessa formula mensile. | Mese di competenza, PCS, coefficiente C, spread e arrotondamenti. |
“Indicatore composito” non è una categoria regolatoria univoca. Se compare in una pagina web, va letta la nota metodologica. In assenza di fonte e formula, il numero può essere utile per osservare una tendenza, ma non basta per contestare il valore applicato in fattura.
Non confrontare questi due valori
Non confrontare direttamente il PUN di oggi con il prezzo energia totale della bolletta. Il primo è un riferimento all’ingrosso di una giornata; il secondo può includere media mensile, spread e altre componenti di vendita.
Non confrontare un PSV in €/MWh con un prezzo gas in €/Smc. Prima serve la conversione prevista dal contratto, con il potere calorifico superiore e l’eventuale coefficiente correttivo.
Non confrontare la sola materia prima con il totale della fattura. Trasporto e gestione del contatore, oneri, imposte e consumi restano distinti e non dipendono tutti dal fornitore.
Come leggere data, unità e componenti prima del confronto
Un confronto corretto richiede cinque corrispondenze. Se ne manca una, la differenza può dipendere dal metodo e non da un errore.
- Nome completo dell’indice. “PUN” o “PSV” da soli possono non identificare la formula esatta.
- Periodo di competenza. Giorno, mese solare, periodo di consumo o intervallo coperto dalla fattura devono coincidere.
- Unità di misura. Per la luce, 1 €/MWh corrisponde a 0,001 €/kWh. Per il gas, il passaggio da €/MWh a €/Smc richiede i parametri indicati nel contratto.
- Componenti incluse. Verificare spread, perdite di rete, costi di approvvigionamento o altri corrispettivi di vendita.
- Consuntivo o previsione. Una media chiusa del mese non è confrontabile con un dato parziale o forward.
Anche gli arrotondamenti contano: il valore mostrato online può avere meno decimali rispetto a quello usato nei sistemi di fatturazione. La differenza dovrebbe però essere coerente con le regole di calcolo e con i consumi fatturati.
Un aumento del PUN di oggi incide subito?
Non necessariamente. Se l’offerta è indicizzata con aggiornamento mensile, una singola giornata contribuisce alla media prevista dal contratto, ma non determina da sola il valore del mese. L’effetto economico appare nella fattura che include quei consumi e può quindi essere visibile solo dopo la chiusura del periodo.
Con formule orarie, per fascia o più dinamiche il collegamento può essere più ravvicinato; con un prezzo fisso, il movimento giornaliero del PUN non modifica la componente bloccata fino alla scadenza delle condizioni economiche. In ogni caso, periodicità e formula contrattuale prevalgono sul titolo “PUN oggi” letto online.
Dove trovare indice e spread nel Box dell’offerta e nel contratto
Dal 1° luglio 2025 il Box dell’offerta, normalmente in seconda facciata, è il primo punto da controllare. Secondo ARERA, riporta gli elementi utili a verificare l’applicazione del contratto, compresi formula del prezzo unitario e valori dei parametri usati nel periodo di fatturazione.
Nel Box cerca queste voci:
- nome commerciale e codice offerta;
- prezzo fisso, variabile o altra struttura;
- formula della quota consumi;
- indice di riferimento e periodicità di aggiornamento;
- valore dell’indice applicato nel periodo;
- spread e altre componenti di vendita;
- quota fissa, decorrenza e scadenza delle condizioni economiche.
Nelle condizioni tecnico-economiche trovi il dettaglio che può non stare in una riga della bolletta: fonte del PUN o del PSV, modalità di media, conversioni, fasce, perdite, arrotondamenti e casi particolari. La Scheda sintetica aiuta invece a confrontare la struttura dell’offerta e la spesa annua stimata.
Per approfondire la seconda parte della formula, consulta la guida MET dedicata allo spread nella bolletta luce.
Esempio di prezzo indicizzato: indice, spread e quota fissa
In un’offerta indicizzata, il prezzo unitario di vendita segue l’indice del periodo e aggiunge lo spread previsto dal contratto. La quota fissa si somma separatamente e non dipende dai kWh o dagli Smc consumati.
Formula semplificata:
Spesa di vendita del periodo = consumo × (indice contrattuale + spread) + quota fissa
| Esempio | Ipotesi dichiarate | Calcolo | Risultato parziale |
|---|---|---|---|
| Luce indicizzata | 250 kWh; indice 0,120 €/kWh; spread 0,012 €/kWh; quota fissa 10 €. | 250 × (0,120 + 0,012) + 10 | 43,00 € |
| Gas indicizzato | 100 Smc; indice già convertito 0,480 €/Smc; spread 0,040 €/Smc; quota fissa 7 €. | 100 × (0,480 + 0,040) + 7 | 59,00 € |
Nota sulle ipotesi: i numeri sono esempi didattici, non quotazioni di mercato né condizioni MET. Il risultato riguarda soltanto la parte semplificata di vendita indicata. Non include rete, oneri, imposte, eventuali perdite, altre componenti contrattuali o conguagli.
Se la formula contiene altre voci, vanno mantenute. Per esempio, il contratto può disciplinare perdite di rete per l’elettricità, coefficienti di conversione per il gas o componenti aggiuntive. Non eliminare una voce solo perché non compare nell’esempio.
Il prezzo fisso blocca tutta la bolletta?
No. Il prezzo fisso blocca la componente definita nel contratto, non l’importo totale della bolletta. Anche con un prezzo della materia prima stabile, la spesa cambia se cambiano i consumi. Possono inoltre variare componenti regolate, imposte e altre voci che non fanno parte del prezzo bloccato.
| Voce | Con prezzo fisso | Che cosa verificare |
|---|---|---|
| Componente energia o gas | Resta al valore pattuito per la durata indicata. | Perimetro, durata e rinnovo. |
| Consumi | Restano variabili. | kWh o Smc effettivamente fatturati. |
| Rete, oneri e imposte | Non sono automaticamente bloccati dal fornitore. | Aggiornamenti regolati e aliquote applicabili. |
| Quota fissa e servizi | Dipende dalle condizioni sottoscritte. | Importo, periodicità, sconti e servizi aggiuntivi. |
Il confronto tra prezzo fisso o indicizzato non si risolve quindi osservando soltanto il PUN o il PSV. Vanno confrontati prezzo unitario, spread, quota fissa, durata, rinnovo e spesa annua stimata sul proprio consumo. La guida MET su prezzo fisso o indicizzato per luce e gas approfondisce i criteri di scelta.
Checklist in 60 secondi
- Apri il Box dell’offerta in seconda facciata.
- Segna nome e codice dell’offerta, tipo di prezzo e scadenza.
- Copia la formula completa: indice + spread + eventuali altre componenti.
- Controlla periodo, periodicità e valore dell’indice applicato.
- Porta tutti i valori nella stessa unità di misura.
- Confronta i consumi fatturati con letture e periodo di competenza.
- Tieni separati vendita, rete e oneri, imposte e altre partite.
Se stai confrontando due offerte, ripeti la checklist su entrambe. Un prezzo al kWh o allo Smc più basso può essere compensato da una quota fissa più alta; per questo è utile leggere anche l’approfondimento MET su prezzo al kWh e quota fissa.
Analizza e confronta la tua bolletta
Carica la tua bolletta per individuare offerta attiva, tipo di prezzo, indice, spread, quota fissa e consumi fatturati. Il confronto deve partire dai dati reali del tuo contratto, non da un valore PUN o PSV isolato.
Prima dell’eventuale cambio, verifica anche durata delle condizioni economiche, rinnovo, servizi aggiuntivi e spesa annua stimata.
Conclusione
Il numero corretto non è quello più recente, ma quello coerente con la formula sottoscritta. PUN GME, PSV spot, medie mensili e indicatori di sintesi possono raccontare lo stesso mercato da prospettive diverse. Per controllare la bolletta bisogna ricostruire indice, periodo, unità, spread e componenti incluse.
Il Box dell’offerta rende questa verifica più rapida. Se resta una differenza, il passo successivo è leggere le condizioni tecnico-economiche e gli elementi di dettaglio, quindi chiedere al venditore il calcolo applicato indicando periodo, consumi e codice offerta.
FAQ su PUN e PSV in bolletta
Perché il PUN che leggo online è diverso da quello in bolletta?
Il valore online può essere giornaliero, parziale o espresso in €/MWh; la bolletta può applicare una media mensile in €/kWh, eventualmente distinta per fasce e completata da spread o altre componenti. Controlla nel Box dell’offerta nome dell’indice, periodicità, periodo di consumo, unità e formula contrattuale.
Quale PSV viene usato nella mia offerta gas?
Lo stabiliscono le condizioni tecnico-economiche. Devono indicare il riferimento utilizzato, la fonte, il periodo, il metodo di media e la conversione in €/Smc. Nel Box dell’offerta trovi formula e valore applicato. Non assumere che un generico “PSV oggi” coincida con il PSV medio mensile previsto dal contratto.
Un aumento del PUN di oggi incide subito sulla bolletta?
Non sempre. In un’offerta indicizzata mensilmente, il dato di un giorno contribuisce alla media del periodo e l’effetto compare nella fattura che comprende quei consumi. Con formule più dinamiche il legame può essere ravvicinato; con un prezzo fisso, il PUN non modifica la componente bloccata fino alla scadenza.
Che differenza c’è tra indice, spread e prezzo finale?
L’indice riflette il riferimento di mercato previsto dall’offerta. Lo spread è il valore aggiunto secondo il contratto. La loro somma può formare il prezzo unitario della componente di vendita, ma non il totale della bolletta: restano quota fissa, consumi, rete, oneri, imposte ed eventuali altre partite.
Dove trovo la formula del prezzo nella bolletta o nel contratto?
Nel nuovo formato ARERA, il Box dell’offerta in seconda facciata riporta la formula della quota consumi e i parametri applicati. Le condizioni tecnico-economiche spiegano fonte dell’indice, periodicità, spread, conversioni e altre componenti. La Scheda sintetica serve soprattutto per leggere e confrontare le caratteristiche essenziali dell’offerta.
Il prezzo fisso blocca tutta la bolletta?
No. Blocca soltanto la componente e per il periodo indicati nel contratto. L’importo totale continua a dipendere dai consumi e può cambiare per rete, oneri, imposte, quota fissa, servizi o altre voci. Prima di scegliere, verifica durata, rinnovo e perimetro esatto della componente garantita.
Fonti utilizzate
- GME, PUN Index GME: definizione e pubblicazione dell’indice.
- GME, aggiornamento del metodo dal 1° gennaio 2025: continuità della denominazione e calcolo del riferimento.
- ARERA, condizioni di fornitura elettricità: contenuti del Box dell’offerta e parametri applicati.
- ARERA, condizioni di fornitura gas: formula, PSV e periodo di fatturazione.
- ARERA, nuova bolletta dal 1° luglio 2025: Scontrino dell’energia, Box dell’offerta ed elementi di dettaglio.
- ARERA, componente CMEM,m: esempio ufficiale di media mensile del PSV day-ahead nel Servizio di tutela della vulnerabilità.
Nota metodologica. La guida confronta le definizioni ufficiali GME e ARERA con le informazioni che il cliente trova in bolletta e nei documenti precontrattuali. Gli esempi sono ipotetici e servono soltanto a mostrare il calcolo.


