I picchi dei prezzi e il freddo mettono sotto stress i mercati energetici.
Le tensioni geopolitiche e l’aumento dell’offerta di GNL dagli Stati Uniti hanno avuto un impatto significativo sui mercati del gas nel 2024. I mercati dell’energia sono stati influenzati dalle ondate di calore e dalla cosiddetta “Dunkelflaute” (assenza di sole e vento contemporaneamente). Cosa aspettarsi dal 2025?

I mercati del gas europei
Il conflitto in Ucraina ha continuato a disturbare i tradizionali flussi di gas, spingendo l’Europa a diversificare le sue fonti energetiche, con un aumento della dipendenza dalle importazioni di GNL e intensificando la concorrenza con l’Asia durante i periodi di picco della domanda. Gli Stati Uniti hanno consolidato la loro posizione come principali esportatori di GNL con l’attivazione di nuove strutture, aumentando l’offerta globale.
L’Europa è riuscita a mantenere la sicurezza energetica. Tuttavia, i prezzi elevati hanno inevitabilmente messo sotto pressione la competitività industriale e le performance economiche.
Guardando al 2025, il mercato del GNL affronta rischi potenzialmente al rialzo nonostante le previsioni di un aumento dell’offerta dagli Stati Uniti e dal Qatar. Ritardi nelle aggiunte di capacità o una domanda più forte del previsto da parte dell’Asia – dovuta a una ripresa economica o a condizioni climatiche fredde – potrebbero restringere il mercato.
Il buffer di stoccaggio del gas in Europa potrebbe diminuire se le perturbazioni geopolitiche dovessero persistere, amplificando la volatilità. L’industria rimane in allerta per eventi imprevisti che potrebbero rapidamente alterare gli equilibri tra offerta e domanda.
I mercati dell’energia europei
Una forte ripresa della produzione di energia nucleare in Francia e un significativo aumento della generazione da rinnovabili (che ha rappresentato il 55% della domanda totale in Germania), insieme a una generazione idroelettrica superiore alla media, hanno caratterizzato il 2024. I prezzi delle EUA (quote di carbonio dell’UE) sono stati relativamente bassi, favorendo la produzione di energia da lignite – e in parte da carbone – rispetto al gas naturale.