Benjamin Lakatos: Europa e Svizzera passano dalle parole ai fatti

met group benjamin lakatos december 2024

Nel 2024, Benjamin Lakatos ha rilevato segnali che indicavano come in Europa si sarebbero attivate tutte le leve necessarie per “orientare la transizione energetica nella giusta direzione con un approccio pragmatico”. Secondo il CEO di MET Group, ciò comporta, tra le altre cose, il ripristino di prezzi energetici competitivi. A questo obiettivo devono contribuire non solo i politici, ma anche il settore energetico europeo.

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Artticolo originale in tedessco: Energate Messenger Schweiz

Commento di Benjamin Lakatos, Chairman and CEO of MET Group

Dopo la grande crisi energetica del 2022 e le gravi turbolenze nei mercati energetici dell’anno successivo, il 2024 è stato più un periodo di attesa e transizione. Ciò è dovuto principalmente al fatto che in molti paesi importanti a livello globale si sono svolte numerose elezioni, tra cui, non ultima, quella negli Stati Uniti, che hanno avuto un impatto sui mercati energetici e il cui esito è rimasto a lungo incerto. A parte alcune impennate di prezzo a breve termine, il 2024 è stato quindi piuttosto privo di eventi rilevanti, un anno complessivamente nella media.

Ciò che non è cambiato, tuttavia, sono le grandi tendenze – e al centro di queste rimane la questione di come rendere la transizione energetica un successo a medio-lungo termine, senza compromettere la sicurezza dell’approvvigionamento e senza gravare finanziariamente sull’economia e sulla società. La novità nel dibattito, tuttavia, è che la politica e il mondo imprenditoriale in molti paesi europei hanno preso piena coscienza, nel corso dell’ultimo anno, che non si può più andare avanti come prima. E – va riconosciuto in particolare ai politici – si è finalmente raggiunto il consenso di mostrare il cartellino giallo al “business as usual”.

La sfida che l’Europa, e quindi anche la Svizzera, si trova ad affrontare è molto più grande di quanto inizialmente si pensasse. Non si tratta più di rendere i prezzi dell’elettricità e del gas naturale – ancora troppo alti anche dopo il picco della crisi – più sopportabili per la popolazione attraverso politiche tampone, ma essenzialmente di salvare l’industria europea dalla rovina e renderla nuovamente competitiva a livello globale. Perché una cosa è chiara: rispetto agli Stati Uniti e a molti paesi asiatici, noi europei siamo rimasti pericolosamente indietro. Semplicemente, non riusciamo più a tenere il passo. E una delle ragioni principali è questa: nel nostro continente paghiamo troppo per l’energia necessaria a far funzionare le nostre economie.

Fortunatamente, riconoscere il problema è il primo passo verso la soluzione. Sono quindi stato molto soddisfatto nel vedere che il rapporto Draghi evidenzia chiaramente dove dobbiamo intervenire. È interessante notare come vi siano numerose sovrapposizioni tra la transizione energetica e la competitività complessiva dell’Europa. Accolgo con favore il fatto che finalmente si stiano mettendo in moto tutti i meccanismi per smettere di lasciare la transizione energetica nelle mani degli ideologi e per spingerla nella giusta direzione con un approccio pragmatico.

Siamo ancora lontani dall’avere una soluzione complessiva al problema. Tuttavia, ciò che potrebbe giocare un ruolo decisivo è l’abbandono dei divieti tecnologici e dei limiti al pensiero. A mio avviso, è altrettanto importante promuovere specificamente quelle tecnologie che possono contribuire a ridurre i prezzi dell’energia a livelli giustificabili e competitivi. Se tutto ciò accadrà come sperato, potrebbe, nel migliore dei casi, riportare l’Europa al pari degli Stati Uniti e dell’Asia.

Ma non si tratta solo di politica e regolamentazione – al contrario, ritengo che noi, gli attori del settore energetico europeo, portiamo gran parte della responsabilità. Dobbiamo fare la nostra parte per riportare i prezzi a un livello accettabile. Questo include cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica e investire nelle tecnologie giuste.

I sistemi di accumulo a batteria sono un buon esempio in questo contesto: questa tecnologia è molto promettente e nel 2024 abbiamo assistito a un grande passo avanti a livello internazionale, con sempre più progetti in fase di realizzazione. Europa e Svizzera stanno passando dalle parole ai fatti, e questo è positivo.

Noi di MET Group non rimaniamo a guardare: oltre all’acquisizione del produttore francese di sistemi di accumulo a batteria Comax, avvenuta a novembre, stiamo implementando progetti in vari paesi già da tempo e porteremo avanti anche la costruzione pianificata di un impianto di accumulo a batteria nel cantone di Neuchâtel nel 2025. Questo ultimo progetto fa parte dei nostri piani per diventare ancora più attivi in Svizzera, come dimostrano anche le nostre attività per la pianificazione di parchi eolici nel cantone del Vallese, nell’ambito della nostra partecipazione del 25% in SwissWinds.

Abbiamo quindi accolto con favore la decisione degli elettori svizzeri del 9 giugno di adottare la Legge federale per una fornitura elettrica sicura da energie rinnovabili. Un passo importante nella giusta direzione – quindi, avanti tutta!