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Il meteo che muove i mercati: come clima e prezzi dell’energia sono collegati

accise energia elettrica

In che modo le diverse condizioni meteorologiche influenzano i prezzi dell’energia? In occasione della Giornata mondiale della meteorologia, Boris Domanovic, Head of Analytics di MET International, offre una panoramica sull’impatto che temperatura, vento e sole hanno sul mercato energetico.

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Il meteo incide sulle diverse componenti del settore energetico in modi distinti. Nel mercato elettrico rappresenta un driver diretto dei prezzi day-ahead e un fattore chiave per i prodotti forward di breve termine. Nel gas, invece, il suo impatto si manifesta principalmente attraverso la domanda legata al riscaldamento invernale e alla generazione elettrica da centrali a gas. Nel GNL (LNG), infine, il meteo assume una dimensione globale, influenzando contemporaneamente domanda, offerta e logistica.

Per i trader di energia elettrica, il meteo è parte integrante dell’operatività quotidiana: influisce direttamente sia sui consumi sia sulla produzione. La temperatura determina il fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento, mentre le condizioni atmosferiche incidono sulla produzione da fonti rinnovabili — eolico, solare e idroelettrico — oltre che sulle performance di alcune centrali termiche. Non sorprende quindi che il meteo sia uno degli input più rilevanti nelle previsioni dei mercati elettrici a breve termine.

Tuttavia, non è l’unico fattore in gioco. Anche la disponibilità degli impianti di generazione è determinante: fermate per manutenzione o guasti su capacità nucleare, termica o idroelettrica possono modificare la domanda residua e influenzare quale tecnologia determina il prezzo.

Una giornata mite, ventosa e soleggiata può ridurre drasticamente il ricorso alla generazione termica — in particolare agli impianti a gas — determinando un calo significativo dei prezzi. Al contrario, una giornata fredda, buia e priva di vento può spingere i prezzi verso l’alto. Il meteo, quindi, non è un semplice fattore di contesto: contribuisce in modo diretto alla formazione del prezzo dell’energia.

Questo meccanismo non riguarda solo il mercato day-ahead. Anche i prodotti forward di breve termine, come il week-ahead, sono fortemente influenzati dalle aspettative sui prezzi futuri, che a loro volta dipendono dalle previsioni meteorologiche. I trader osservano non solo le condizioni attuali, ma anche l’evoluzione prevista di vento, temperatura e produzione solare lungo l’orizzonte temporale dei contratti.

Temperature elevate e domanda di gas

Nel mercato del gas, la relazione con il meteo segue dinamiche diverse. Durante l’inverno, temperature più rigide determinano un aumento rapido della domanda per il riscaldamento, rendendo il meteo un driver diretto dei consumi. A ciò si aggiunge la domanda legata al settore elettrico: quando la produzione da fonti rinnovabili è insufficiente e il fabbisogno di energia cresce, aumenta il ricorso alla generazione da gas.

In estate, la componente legata al riscaldamento scompare e il principale fattore diventa il cosiddetto gas-to-power. Tuttavia, ondate di calore possono far crescere la domanda di raffrescamento: se la produzione rinnovabile non è sufficiente a coprire questo aumento, le centrali a gas devono intervenire, sostenendo ulteriormente la domanda.

Nel caso del GNL, l’impatto del meteo si estende su scala globale. Un aumento della domanda di raffrescamento o riscaldamento in Asia può alterare gli equilibri internazionali del gas liquefatto. Allo stesso tempo, eventi meteorologici estremi — come uragani o tempeste — possono interrompere le attività di liquefazione, il trasporto o la rigassificazione.

Per i trader, quindi, il meteo è un fattore da monitorare non solo a livello locale o europeo, ma globale: variazioni climatiche in altre aree del mondo possono influenzare i flussi e i prezzi del GNL, con effetti a catena sui mercati europei del gas e, di conseguenza, su quelli dell’energia elettrica.

In sintesi, il meteo non si limita a influenzare i mercati energetici: ne è uno dei principali fattori strutturali. Comprenderlo significa comprendere le dinamiche fisiche del sistema e i meccanismi di formazione dei prezzi.

Come funziona il mercato elettrico day-ahead europeo

Nel mercato elettrico europeo day-ahead, acquirenti e venditori presentano offerte per ciascuna ora del giorno successivo. Le offerte vengono poi abbinate attraverso un’unica asta, che coinvolge le diverse zone di mercato europee accoppiate, tenendo conto della capacità di trasmissione disponibile tra i Paesi.

Questo sistema consente all’energia di fluire dalle aree con prezzi più bassi verso quelle con prezzi più alti, nei limiti della rete. Il prezzo finale in ciascuna zona riflette quindi l’equilibrio tra domanda e offerta dopo questa ottimizzazione a livello europeo.

Il prezzo si forma sulla base del principio marginale: è determinato dalla fonte di generazione più costosa ancora necessaria per soddisfare la domanda in una determinata ora. Per questo motivo, fattori come la produzione rinnovabile, la domanda, la disponibilità degli impianti, i prezzi dei combustibili e delle quote di emissione (EUA) influenzano direttamente il livello dei prezzi.

Quando la produzione rinnovabile è elevata e la domanda contenuta, il prezzo può scendere sensibilmente. Al contrario, in presenza di bassa produzione eolica e solare o di domanda elevata, diventa necessario ricorrere a fonti più costose, come carbone o gas, con conseguente aumento dei prezzi. Inoltre, quando la capacità di interconnessione è limitata, i mercati non riescono a bilanciarsi completamente e si possono creare differenze di prezzo tra le diverse aree.