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Passare da una lingua all’altra aiuta i colleghi MET a costruire fiducia

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Essere bilingue è come avere due chiavi: basta scegliere quella più adatta alla situazione. In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, abbiamo chiesto ad alcuni colleghi bilingui di MET Group come le loro due lingue madri arricchiscano la vita quotidiana e il lavoro.

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«Sono nata e cresciuta in Svizzera, figlia di madre sudafricana e padre svizzero. Fin dal primo giorno, la nostra tavola sembrava un vertice internazionale: mia madre mi parlava in inglese, mio padre in svizzero tedesco», racconta Jessica Illi, Executive Assistant di MET International. Per lei, l’inglese era la lingua del conforto, delle storie e di un tocco di calore sudafricano. Il tedesco, invece, rappresentava la scuola, la struttura e la tipica puntualità svizzera.

Anche Lawrence Shehata, LNG Trader, è cresciuto in un ambiente multiculturale, dove in casa si parlavano più lingue. Ha imparato l’olandese dalla madre, che riteneva importante che tutti i figli conoscessero la propria lingua materna, e lo utilizza ancora occasionalmente nel lavoro, considerando che i Paesi Bassi ospitano due terminali di importazione di GNL e che il TTF rappresenta il benchmark globale del gas.

Il Quantitative Researcher Alexander Miskov è nato nel Regno Unito da genitori serbi: da bambino ha conosciuto il mondo esterno in inglese, mentre in casa si parlava serbo. Apprezza quando qualcuno dice che «in inglese non esiste una parola esatta per questo», perché evidenzia la molteplicità di prospettive, battute, metafore e idee che la lingua contribuisce a modellare. «Il più grande vantaggio dell’essere bilingue è la possibilità di accedere a una lente completamente diversa attraverso cui vivere il mondo e comprendere meglio le persone che ci circondano», afferma.


Essere bilingue apre nuovi modi di pensare

Jessica sottolinea inoltre che la lingua non è fatta solo di parole: è cultura, umorismo, tono e persino emozione. Essere cresciuta tra due culture l’ha resa più aperta mentalmente e le ha fatto comprendere che non esiste un’unica prospettiva “giusta”. «In un’azienda internazionale come MET Group questo è fondamentale: si ascolta di più, ci si adatta più rapidamente e si crea connessione con maggiore facilità.»

Essere bilingue significa anche entrare in contatto con culture e modi di pensare diversi. Per Lawrence Shehata, questo ha significato sviluppare adattabilità e la capacità di osservare le situazioni da molteplici punti di vista. «Passare da una lingua all’altra aiuta inoltre a costruire fiducia e a sviluppare relazioni più rapidamente», aggiunge.

Tuttavia, muoversi tra due lingue madri può talvolta rappresentare una sfida. All’età di due anni, Alexander Miskov non aveva ancora pronunciato la sua prima parola; i genitori si rivolsero quindi a uno specialista, il quale ipotizzò che il bambino avesse scelto di non parlare per sentirsi parte del mondo anglofono che lo circondava, senza “tradire” la lingua segreta della famiglia. «Per facilitarmi le cose, i miei genitori iniziarono a parlare solo inglese in casa, che divenne così la mia prima lingua. Una volta acquisita sicurezza, cominciarono a insegnarmi il serbo.»